sabato, 16 giugno 2007 | in : vita in fumo

Vado a lavoro in bici. All'andata devo affrontare un paio di salite, che al ritorno son discese. Avrei preferito il contrario ma il centro città è costruito in leggera altura e lavoro in centro città. Alla fine della prima salita c'è un incrocio dove la strada principale ha viale e controviali. Raggiungo ansimante la cima e se è verde mi fiondo verso l'altro lato della strada, se è rosso (...è una cima di rapa) aspetto. Dopo aver superato incolume il primo ostacolo mi trovo nel controviale, una stradina che va via via restringendosi in quella che si può chiamare una piccola stradina, dove capita che per circa duecento metri sono il capofila di una imprecisata serie di macchine. Una scena da Tempi Moderni. Sul marciapiede a schivare i pusher non ci vado. Io non li vedo, ma telepaticamente avverto i loro vaffanculo. Degli automobilisti e dei pusher intendo. Svolto a destra e affronto la seconda salita, meno impegnativa della prima ma chi sono io ciclista per minimizzare una salita? quindi mi imbatto nell'orda di festaioli di fronte alle decine di bar della zona. Scanso un Martini e scanso gli equivoci, suono il campanello per farmi strada. Per la seconda legge della termodinamica restituisco i precedenti vaffanculo, ma altri me ne arrivano. Devo tornare in pari: o tu, straniero, che mi dici che il fumo fa male appostato con la tua bibita al distributore: ecco, a te lo dico: vaffanculo. Non solo sono tornato in pari, ho recuperato anche degli arretrati.
pois @ 02:29 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
Commenti
#1   26 Agosto 2007 - 10:33
 
...e non è poco...recuperare gli arretrati.
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